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La battaglia di Buttiglione, cattolico-samurai: “Non abbiamo più paura della nostra ombra” Stampa
Scritto da Alteredo   
martedì 18 settembre 2007
Alteredo intervista Rocco Buttiglione L’intervista. Il filosofo dell’Udc sulla grande battaglia politica tra laici e cattolici: “Tra poco celebreremo i 20 anni dalla caduta del comunismo: e lì è la fede, è il cristianesimo, è la religione che ha fatto cadere il più grande impero materialista e ateo del mondo. Norberto Bobbio starebbe dalla nostra parte, non da quella dei laici”.

Prima di lasciare la parola a Rocco Buttiglione, perché non facciamo un breve punto della situazione, una sommaria disamina delle sue argomentazioni, delle sue analisi e del contesto entro cui il celebre filosofo-deputato porta avanti il suo ragionamento?

Ordunque: siamo a Chianciano, alla Festa nazionale dell’Udc, e incontriamo il filosofo del partito alla fine di un dibattito. Ci mettiamo a discutere di fede e politica...
Buttiglione inizia sostenendo che i cattolici sono cambiati. Prima erano pavidi, timidi, “impauriti dalla loro stessa ombra”, ed è questo che ha reso forte il fronte laico-anticlericale. Ora, dubitando – ahimé – che sia mai stato forte, questo movimento laico-anticlericale, ci confrontiamo con l’anatema buttiglioniano secondo cui “la festa è finita” e ora i cattolici sono tornati, più agguerriti di prima, pronti come mai a far valere la loro fede in una dimensione pubblica, ovvero politica. Contro gli altri.
Si dichiara guerra, dunque. Guerra al laicismo, al relativismo, a chi non vuole che i valori religiosi governino la nostra società, quella composta però anche di cittadini non-credenti, ovvero cittadini di serie B.

Questo, sembrerà strano, ma lo sapevamo già. E non c’è bisogno di scomodare il Family Day o la ormai famosa nota della Cei sulle coppie di fatto, per capirlo. Come è una bufala che sia stato l’inizio del pontificato di Benedetto Sedicesimo, o Sedicente, ad iniziare le ostilità.

Diciamoci la verità: le ostilità non le hanno iniziate i cattolici né tanto meno i laici. Ma la modernità. Quella stessa modernità che ha significato, e significa, in giro per il mondo, apertura all’eutanasia, parità di diritti tra cittadini eterosessuali e cittadini omosessuali, libertà di ricerca scientifica. Quella modernità che la Chiesa rifiuta e ha sempre, storicamente, rifiutato. Ecco come sono iniziate le ostilità, anche in questa stagione politica 2006-2007, mai come adesso pregna di una storica battaglia laica. Sono iniziate (o ri-iniziate) per il ripetersi della Storia: l’opposizione della Chiesa nei confronti di tutto ciò che non controlla e che esula dal suo riconoscimento, da Galileo a Darwin, dall’ omosessualità alla ricerca sulle cellule staminali.

Dunque, Buttiglione non ci sta più: “Che il cattolicesimo dia battaglia per le cose in cui crede”, dichiara con forza. Che si traduce, ahinoi, in nient’altro se non la negazione di tutti quei diritti da cui i cattolici, volendo, non riceverebbero alcun pregiudizio. Proprio perché sono diritti e non imposizioni, e lasciano libertà di scelta se avvalersene o meno. Così per l’eutanasia, così per la fecondazione assistita, e via dicendo.
Perché la battaglia di cui parla l’ideologo dell’Udc non è vero che sia per qualcosa, per dei diritti. È in realtà una battaglia contro qualcosa, qualcuno, per il dominio: il dominio della Verità cattolica sul relativismo, il grande nemico.

Ma l’onorevole-filosofo svela anche un certo non so che di relativismo intrinseco, quando, parlando del cattolicesimo politico, dichiara: “Se perde, democraticamente accetterà la sconfitta e preparerà la rivincita”.

Adesso non resta che lasciare la parola a lui, e che ognuno si faccia la propria opinione…

Onorevole Rocco Buttiglione, l’anno 2007 si è caratterizzato più di ogni altro per i temi che hanno diviso laici e cattolici in politica: è l’anno del caso Welby e del caso Nuvoli, l’anno dei pacs che poi sono diventati dico e poi cus, e l’anno del family day. L’anno in cui si sono concentrati tutti questi eventi. Ma perché? Perché quest’anno e cosa ha scatenato questa situazione, secondo lei?
Perché i cosiddetti laici si erano abituati ad un tipo di cattolico che aveva paura della sua ombra, che non testimoniava con coraggio la sua fede, e che si guardava continuamente la punta delle scarpe invece di guardarli negli occhi.
È cresciuto, con Giovanni Paolo II, un altro tipo di cattolico: un cattolico che rispetta gli altri però chiede rispetto per se stesso, che non ha paura, che è convinto della ragionevolezza della sua fede, e vuole discutere.

Clicca e guarda la VIDEO-INTERVISTA





Quindi tutto è partito dai cattolici?
No, il contrario: è partito dal fatto che alcuni hanno preso male che questi cattolici vogliono sentirsi cittadini liberi, come tutti. Quelli che si erano abituati ad un cattolicesimo che non aveva il coraggio della propria identità, quelli che erano abituati a pensare che la fede fosse un residuo del tempo passato destinato a scomparire. E invece, tra poco celebreremo i 20 anni dalla caduta del comunismo: e lì è la fede, è il cristianesimo, è la religione, è una grande testimonianza religiosa, morale, culturale, che ha fatto cadere il più grande impero materialista e ateo del mondo. Siamo entrati in una fase nuova della storia dell’umanità, qualcuno fa fatica a capirlo, però è così.

Forse il punto del dibattito è dimensione pubblica o dimensione privata della religione?
È un aspetto. Perché, la vecchia concezione pensava che la religione fosse superata dalla storia, in contraddizione con la scienza, quindi può sopravvivere solo nel privato: c’è un po’ di vecchiette e di vecchietti che ne traggono conforto prima di morire, e dobbiamo lasciarli in pace. Invece no, c’è un cristianesimo giovane. È il cristianesimo di Lec Walesa che salta i cancelli dei cantieri di Danzica e che conduce la lotta per la libertà in nome della fede, è il cristianesimo di Giovanni Paolo II, dei nuovi movimenti, dei Neocatecumenali, di Comunione e Liberazione, di Rinnovamento dello spirito. Questo vuole entrare nella società, vuol dire la sua, vuol dare battaglia per le cose in cui crede. Se perde, democraticamente accetterà la sconfitta e preparerà la rivincita. Se vince, democraticamente rispetterà i diritti degli altri, ma chiederà di essere rispettato.
Alteredo intervista Rocco Buttiglione
Quindi possiamo dire che esistono due bipolarismi in Italia: uno quello tra centrodestra e centrosinistra e uno tra chi sostiene la dimensione pubblica e chi la dimensione privata della religione?
Sì e no. Perché tanti laici lo hanno capito, questo lo accettano, e sono disposti a confrontarsi. Perché, chi sono i laici? Vogliamo parlarne? Che vuole dire laici? Ci sono i laici come il mio vecchio maestro Norberto Bobbio: quello credeva che ci sono dei valori, era a favore della vita e contro l’aborto, aveva una visione etica dell’esistenza. C’è un nuovo laicismo, alla Gianni Vattimo per fare un altro nome, che invece è convinto che essere laici significa sposare il relativismo etico: non esistono valori assoluti, nulla che giustifichi il sacrificio di sé. Sono due laicismi diversi: i laici alla maniera di Norberto Bobbio sono molto di più dalla parte nostra che dalla parte del nuovo laicismo.

Grazie della conversazione
Grazie a lei.
Commenti (15)Add Comment
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scritto da Fausto, settembre 18, 2007
E poi dicono di non esprimere commenti e opinioni basandosi solo sulla faccia di qualcuno... se io fossi Buttiglione e cattolico (e non voglio nemmeno pensarci) ce l'avrei a morte con n/vostro signore, perché donarmi tale viso e tale cervello -si fa per dire- è cattiveria allo stato puro.
Ma siccome al peggio non c'è mai fine, questo essere può bellamente andarsene in giro per l'Europa a rappresentare gli Italiani, sparando cretinerie che certi comici possono solo sognarsi.
Che tristezza infinita...
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scritto da alter edo, settembre 18, 2007
ehehe, ma dall'Europa, se ricordi, lo hanno anche cacciato a calci nel deretano... per fortuna!
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scritto da Guido - lampidipensiero.wordpress.com, settembre 18, 2007
Il più grande impero materalista e ateo è stato distrutto dalla fede?
Vogliamo parlare della Cina o facciamo finta di niente?
eheheheh!
Guido
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scritto da alter edo, settembre 18, 2007
e forse lo considera "il secondo"... non mi metto certo a far gare di aritmetica con Buttiglione :-)
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scritto da Fausto, settembre 18, 2007
Ricordo, ricordo... sono momenti in cui la vita davvero ti sorride.
Prima Buttiglione cacciato da Bruxelles alla stregua di un mezzo idiota (ma solo perché lo conoscevano superficialmente), poi Borghezio pestato e incarcerato.
Ho sempre amato il Belgio a prescindere, adesso come darmi torto?

Saluti laicissimi
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scritto da alter edo, settembre 18, 2007
Non c'è torto: il Belgio, insieme agli altri paesi del nord, saranno i cani da guardia europei dell'inciviltà italiana.
saluti anche a te, Fausto
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scritto da roxy, settembre 18, 2007
Buttiglione rappresenta la più angusta tristezza e squallore intellettuale italiano. Che sia l'amico intimo di qualche cardinale come Vespa ? Quella faccia toglie l'appetito.....
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scritto da alter edo, settembre 19, 2007
Se non ci fossero i buttiglioni, non serviremmo a niente, "noi"... :-)
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scritto da dv64, settembre 19, 2007
"Il più grande impero materalista e ateo è stato distrutto dalla fede"
Ciclopiva panzana messa in giro ad arte dai bigotti.
I regimi del blocco di Varsavia caddero per precise ragioni socio-economiche che nulla avevano a che vedere con la religione e col papa.
I fatti polacchi del 1980 (sovvenzionati coi miliardi rubati dello IOR, mai dimenticarlo) risalivano a 10 anni prima ed erano stati già completamente riassorbiti e dimenticati, come quelli ancor precedente ungheresi e cecoslovacchi.
In nessun paese bel blocco la gente scese in strada con crocifissi, bandiere vaticane, foto del papa ed altra roba simile: chi li ha visti se li ricorda bene in Romania, URSS, Germania Est, Ungheria, ecc. Chiedevano solo pane e libertà, della religione non gli fregava nulla, fortunatamente per loro non erano cresciuti fra comunioni e ore di religione. In più lì in gran parte sono ortodossi, comunque la fede non ha avuto alcun ruolo, se l'è inventato gente come Buttiglione a squallido scopo propagandistico.
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scritto da gian 07, settembre 19, 2007
vai rocco sei un ottimo prof. solo noi ti(italiani) possiamo capire
VAI col BOTTIGLIONE....
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scritto da Gianni, settembre 19, 2007
Per me Rocco Buttiglione piu che un filosofo è un ubriaco. Ha sempre quest'aria nell'atteggiarsi da filosofo bonario e saggio, appunto, ma il VERO filosofo, a mio avviso pensa in maniera totalmente diversa da lui. E non che non ci siano filosofi credenti, ma almeno quando cercano di affrontare certi argomenti in modo filosofico, lo fanno di sicuro senza tutte queste certezze fieramente espresse dal sign. Rocco. Lui secondo me parla solo da credente, e non da uomo che ragiona, è cmq. annebbiato dal suo credo, non si pone come studioso di fenomeni sociali, ma come e solamente FIERO CATTOLICO contro chi non lo è. Quando dice che i cattolici dopo papa woitilya sono molto piu fieri, ( anche se personalmente anche qui ha detto un altra cazzata ), ammette che c'è una certa presa di posizione marcata ed un distacco, che si può misurare poi nella vita di tutti i giorni, tra chi crede e chi no.
Ma la questione poi in realtà è molto semplice: il mondo praticamente negli ultimi 1960 anni, almeno quello occidentale, era stato diretto al 90% dai dogmi della religione cattolica. Solo negli ultimi 30-40 anni la dimensione religiosa è venuta meno. Altro che il cattolicesimo che sconfigge il comunismo, il comunismo è morto da solo, semplicemente perchè non era il sistema migliore per sostenere la società che prevede giustamente lo sviluppo, una corretta proprietà privata e la soddisfazione personale. Anzi, la religione cattolica ha convissuto passo a passo con certi ambienti catto-comunisti, ed un certo materialismo di comodo concordato con lo stato. Buttiglione oltre a difendere ( male ) le sue idee, si contraddice, la vera domanda sarebbe stata: se per quasi 2000 anni l'uomo è stato schiavo del potere delle religioni, e questo avviene oggi in altri paesi in modo esponenziale, perchè ora non si vuol provare a gestire la società du un punto di vista veramente laico ? E questo senza voler dire che si faranno le crociate a chi crede, ma semplicemente che NESSUNA e dico NESSUNA legge dello stato debba essere benchè minimamente suggerita dalla chiesa. Perchè non si prova ora su questa strada?
Io credo che a questa domanda, probabilmente il sig. Buttiglione mi avrebbe risposto, perchè, come si vanta lui, il mondo occidentale si basa sul cattolicesimo.
Ed io allora gli avrei risposto che: primo, il mondo occidentale, il pensiero occidentale parte con l'antica Grecia, e se ci vogliamo attaccare a questo, i Greci erano tutto tranne che cattolici.
E che secondo, NON E' AFFATTO LA RELIGIONE il metro per stabilire se dei paesi sono migliori di altri, ma invece sono le leggi laiche e non religiose che essi sono in grado di promuovere in merito alla sopravvivenza di ognuno di noi, credente o meno.
Perchè se si difende la propria identità, male come fa lui, è già una prova che NESSUNA religione al mondo potrà saper gestire la società fatta da tutti, e non solo da cattolici.
Caro Rocco, è facile fare il filosofo, ma per farlo occorre non avere credi, barriere intellettuali o pregiudizzi di genere.
Gianni, perugia www.solitoignoto.com
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scritto da dal sito www.nogod.it, settembre 20, 2007
Dal sito www.nogod.it

…i dirigenti dei partiti progressisti devono smetterla di parlare con sufficienza del “vieto anticlericalismo”; devono convincersi che la lotta anticlericale è di nuovo, oggi in Italia, lotta contro la reazione, è il proseguimento della lotta antifascista, e che gli operai sono ad essa interessati non meno degli intellettuali; occorre che imparino a mirare più lontano della prossima campagna elettorale, rinunciando alle meschine furberie tattiche che ci hanno regalato l’art. 7 della Costituzione. Occorre che tutti coloro a cui puzza il dominio dei preti siano fermamente decisi a riprendere il cammino sulla strada che, nel 1870, ci condusse al trionfo della breccia di Porta Pia.
Ernesto Rossi, rivista Il Ponte, settembre 1959

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scritto da alter edo, settembre 20, 2007
Attuale più che mai!
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scritto da Edoardo Q., settembre 22, 2007
IN EFFETTI NON SERVE AGGIUNGERE MOLTO ALTRO DOPO QUESTO COMMENTO DI ERNESTO ROSSI.
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scritto da Alberto, settembre 23, 2007
Meglio una visione etica dell'esistenza che fondamentalista religiosa!
Buttiglione fuori dall'Europa...

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