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Ormai siamo il paese del CusCus... |
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Scritto da Pino Nicotri
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mercoledì 18 luglio 2007 |
Dal blog di Pino Nicotri.
Questa settimana avrei voluto dedicarmi al tema dell’anoressia, prendendo lo spunto dal suicidio del 18enne romano Matteo, anoressico ridotto a un pugno d’ossa ma che pareva finalmente deciso a curarsi per riprendersi la giovinezza e la vita, invece ha ceduto completamente e con la vita ha chiuso lanciandosi da una finestra dell’ospedale.
L’anoressia e la bulimia, cioè rispettivamente il rifiuto e l’abuso del cibo, si usa chiamarli “disturbi dell’alimentazione”, ma in realtà sono la proiezione sul piano alimentare dell’incapacità di avere un rapporto abbastanza normale con la vita. Cioè con se stessi. E quindi con le persone amate e da cui si viene amati. Un gruppetto di miei amici medici è impegnato a denunciare gli abusi e le speculazioni condotte sulla pelle di coloro che – soprattutto giovani e in gran parte donne – soffrono di questo particolare “male di vivere”, tipico delle società ricche. Delle società, cioè, dove il cibo e i beni materiali abbondano, dove la corsa al benessere e alla sicurezza materiali fanno perdere di vista la capacità, il dovere e la grande bellezza del donare se stessi dando benessere e sicurezza affettiva. Non a caso il molto problematico tandem anoressia e bulimia è in pieno boom in India e in Cina. Anche lì sempre più spesso in particolare le madri a volte anziché dare ai figli amore li rimpinzano di cibo e oggetti vari, come fossero sacchi, solo pancia e stomaco, anziché creature che – come tutti – hanno fame soprattutto di amore. Di carezze, baci, abbracci, attenzione, affetto, trepidazione, ansia e capacità dei genitori di soffrire e sacrificarsi per i figli anziché essere avari di se stessi e generosi con le “cose”, risparmiandosi “dentro” e abbondando nell’ingozzo di cose materiali: dal cibo al vestiario, dai quattrini alle ossessive preoccupazioni di benessere fisico ed estetico e a quant’altro si può comprare, pesare e misurare, ma è privo di calore umano.
Vari fatti mi costringono invece a cambiare argomento. Andiamo per ordine.
Non ho fatto in tempo nella puntata precedente a far rilevare l’impressionante eguaglianza tra i discorsi di Bush sulla guerra in Iraq e quello di Goering nel 1943 sugli errori della propaganda tedesca riguardo l’andamento della guerra scatenata da Hitler, che Bush è andato perfino oltre in questa straordinaria eguaglianza. “Alcuni pensano che in Iraq abbiamo già perso, io no”, ha infatti dichiarato il presidente americano giovedì 12 luglio. E ancora: “In Iraq c’è una guerra tra ideologie”; “Il vero dibattito è tra chi ritiene che la guerra sia persa e chi ritiene che la si possa ancora vincere”; Siamo nelle fasi iniziali di un grande conflitto ideologico, un conflitto tra quanti vogliono la pace e vogliono vivere in una società pacifica e normale e i radicali che vogliono imporre al resto del mondo la loro tetra visione”. Non voglio fare paragoni fuori luogo, ma mancano solo i deliri sul complotto “demo-pluto-giudaico-massone” e le sfuriate contro “i bolscevichi”, poi la somiglianza con i vaneggiamenti “militari” del Fuehrer nel bunker è pressoché completa.
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