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Gli esami non finiscono mai
Scritto da Alteredo   
mercoledì 09 luglio 2008
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Un'idea bislacca e bizzarra di Edoardo Semmola (alteredo.org@gmail.com)
Dicevano: «Modificheremo la legge sulla procreazione» Stampa
Scritto da da Il Manifesto   
venerdì 06 luglio 2007
Ultimissime dall'Uaar - Veri e propri voltafaccia, con buona pace della coerenza e pure dell’etica. Il giorno dopo gli agghiaccianti dati dell’Istituto superiore di sanità sull’applicazione della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita - meno gravidanze, più aborti spontanei e morti intrauterine, impennata dei parti plurigemellari - tornano alla mente i toni usati durante la campagna per il referendum che chiedeva l’abrogazione di quattro punti della legge. Come è noto, non si raggiunse il quorum. Ma furono molti i parlamentari del fronte astensionista ad assicurare che la legge sarebbe stata comunque rivista. Oggi, l’aria è cambiata: la legge 40 viene difesa a spada tratta, giusto per il gusto di mettere in difficoltà la maggioranza in Senato. Prendiamo la deputata di Forza Italia Isabella Bertolini . Subito dopo la pubblicazione dei dati dell’Istituto di sanità ha rilasciato dichiarazioni infuocate: «Se il ministro della Salute vuole far credere che la legge è sbagliata e da cambiare sappia che si scontrerà con la nostra ferma opposizione in Parlamento. Non possono tradire, per l’ennesima volta, la volontà del popolo italiano». Tradire la volontà del popolo italiano? Ma era lei che che il 13 maggio del 2005, a un mese dal referendum, spiegava: «E’ stato giusto approvare la legge 40 che ha posto fine al far west sulla procreazione, ma credo che tutte le leggi, e questa in particolare, siano perfettibili, per cui se ci fosse la volontà politica di rimetterci le mani in Parlamento per cambiarla sarei d’accordo». D’altronde Bertolini è in ottima compagnia. Luca Volontè , capogruppo dell’Udc alla Camera diceva ieri: «L’”armata antivita” condotta dai ministri Turco e Pollastrini, oltre che dall’ex parlamentare comunista Maura Cossutta, sta tentando in tutti i modi di portare a termine l’assalto alla legge 40, che invece finora ha funzionato bene». Eppure è lo stesso - che a capo del comitato «Non votare!» - spiegava il 16 maggio del 2005: «Io mi astengo anche perché questa legge va ripresa in mano per migliorarla e la sede deputata a questo è il parlamento». Ma ce n’è per tutti. Il laico Sandro Bondi , coordinatore di Forza Italia, dopo il flop del referendum non cantava baldanzosamente vittoria ma ammetteva: «Occorre prevedere un periodo di sperimentazione della legge 40, per valutarne appieno gli effetti e le conseguenze. In seguito potranno essere analizzati gli eventuali difetti o i punti che possono essere migliorati». Ora che i dati ci sono, però, non vanno bene, come ha dichiarato l’altro ieri: «Riteniamo che la relazione del ministro Turco sia incompleta, unilaterale e viziata da una visione ideologica preconcetta che impedisce un dibattito corretto e rinfocola inutili polemiche». Ma sì, perché fare polemica. Ma ci sono anche altri personaggi che durante la campagna referendaria assicuravano che, comunque fosse andata, ci sarebbe stato spazio per un dialogo. Voci che, una volta ottenuti i primi riscontri sulla applicazione della legge, stranamente tacciono. Va ricordato a questo proposito Mauro Fabris dell’Udeur che allora, dall’opposizione, fu forte sostenitore dell’astensionismo poiché, spiegava: «In parlamento l’Udeur, unico partito del centro sinistra, ha presentato una proposta di modifica della legge 40. Siamo legittimati,a vendo fatto la nostra parte, a invocare oggi il minor male che può venire con l’astensione dal voto, in modo da consentire alle camere quelle modifiche alla legge 40 che in molti riteniamo necessarie». Era sulla stessa linea Dorina Bianchi , nella difficile veste prima di relatrice del testo della legge 40 alla Camera per l’Udc e poi passata nelle file della Margherita spiegava nel maggio di due anni fa: «Sono d’accordo che ci sia un’iniziativa per una revisione di alcune parti della legge ». A favore di una revisione della legge, e proprio per questo sostenitore dell’astensionismo. anche il senatore a vita Giulio Andreotti . E fuori dal referendum, ecco come si esprimeva il deputato Francesco Adornato nelle votazioni finali sulla legge 40 a nome del suo partito: «Forza Italia indica, quali punti da sottoporre a verifica, quello riguardante la possibilità di ricerca e di intervento in ordine alle eventuali malformazioni dell’embrione e quello relativo alla revoca, soprattutto in ordine a possibili rischi per la salute della donna».
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