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Parliamo di eutanasia. Paolo Flores D’Arcais, Silvio Viale e Carla Welby: “A chi appartiene la tua vita? Appartiene a Dio? A qualche altro uomo che si arroga il diritto di decidere per te? O forse appartiene a te, la tua vita?” Il 70% degli italiani si dichiara favorevole al suicidio volontario assistito.
Perché nessuno lo dice? Eppure è una notizia: il 70% degli italiani si dichiara favorevole all’eutanasia. Fonte: Eurispes. A citare questo sondaggio è Silvio Viale, medico ginecologo, esponente piemontese della Rosa nel Pugno, e presidente di Exit Italia, il centro studi internazionali sulla dolce morte. “È stato occultato ad arte da tv e giornali” è il commento del direttore di Micromega, Paolo Flores D’Arcais.
Ho incontrato Silvio Viale e Paolo Flores D’Arcais, insieme al docente di Diritto costituzionale della facoltà di Giurisprudenza di Firenze, Paolo Caretti, durante un incontro in ricordo di Piero Welby. Occasione per affrontare di petto il tema più delicato della dialettica sulla bioetica di questi anni: l’eutanasia.
Ospite speciale di questa occasione è stata proprio la sorella dell’uomo che più di tutti ha fatto parlare di eutanasia e laicità nella recente storia italiana, Carla Welby, che ha dichiarato: “Mio fratello si è battuto per la sua dignità e per tutti quelli che, nelle sue condizioni, non avevano la capacità di comunicare e di urlare forte l’urgenza e la necessità di provvedimenti in questo campo”.
La domanda è semplice: “A chi appartiene la vita?” A porsela è il direttore di Micromega. “Lo Stato non può dire che appartiene a Dio, perché la legge civile deve parlare sia a chi crede che a chi non crede in nessun dio. La vita appartiene al soggetto. E nessuno si metterebbe mai in testa di andare a dire a Ruini o a Bottiglione come dovranno morire, è una loro scelta. Peccato però che a loro volta non intendano lasciare anche agli altri il diritto di scegliere e si arroghino il diritto di stabilire come e quando degli estranei dovranno affrontare la fine della loro vita”. Infatti, “parlare di eutanasia è parlare di autodeterminazione e parlare di autodeterminazione è parlare di eutanasia – gli fa eco Viale – È un unicum che non lascia discontinuità”.
Il dibattito è stato preceduto e seguito dalla proiezione del bellissimo e struggente capolavoro cinematografico di Alejandro Amenabar, Mare dentro, vincitore del premio Oscar come miglior film straniero nel 2003, che appunto racconta gli ultimi mesi di vita e di battaglia civile di Ramòn Sampedro, il Welby iberico. Dal susseguirsi di interventi scopriamo che non solo la stragrande maggioranza dei cittadini italiani desidera che il governo legiferi in merito all’eutanasia ma scopriamo anche che la tanto discussa, se non vituperata, legge olandese sul suicidio volontario assistito, non solo funziona ma funziona molto meglio delle più rosee previsioni: da quando è in vigore i casi di eutanasia nei Paesi Bassi sono addirittura diminuiti. Ma si sa, l’Olanda è un paese ad altissimo tasso di laicità, dove i diritti civili sono molto sentiti e partecipati anche dai credenti nelle religioni monoteiste (tutte fermamente contrarie a questa pratica medica).
Voglio qui fare mia l’esortazione di Paolo Flores D’Arcais: “Dobbiamo cominciare a dire basta all’attuale ondata oscurantista e passare ad una offensiva civile”.
[GUEST]Maurizio An : Ciao Edo. Il banner 'AAA cercasi politico italiano. NO Vaticano', è stato spostato nella home page del mio sito www.gayguy.it In questo modo potrai nuovamente renderlo pubblico. Saluto Laico! M. Amdrea (Gentleman).
Il nome AlterEdo nasce sul giornale "la Lente" come pagina di corsivi ironici o semiseri. Qui trovate la raccolta di tutti gli alteredo scritti dalla nascita della rivista, ovvero da maggio 2004
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