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Le donne non hanno l’anima, ma il diritto di voto sì |
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Scritto da Alteredo
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venerdì 08 febbraio 2008 |
«La sai quella del ginecologo che voleva rianimare il feto?»
«Cos’è, una barzelletta sconcia?»
«In un certo senso sì, perché il protagonista è il Benedetto Sedicente… Però non fa ridere».
***
Le donne non hanno l’anima. O almeno non ce l’avevano, fino a poco tempo fa. E si vede.
Si è visto per esempio domenica scorsa, all’Angelus, quando Giuseppino Ratzinger ha rammentato al mondo un suo vecchio cruccio: «la vita deve essere tutelata e servita sempre, ancora più quando essa è fragile e bisognosa di attenzioni e cure, sia prima della nascita che nella sua fase terminale ». E lo ha detto facendosi forte – se ce ne fosse stato il bisogno – dell’ormai celebre documento dei ginecologi delle università romane secondo cui «il feto prematuro va rianimato anche contro la volontà della madre».
Le donne, quando ce l’hanno, hanno un’anima di seconda mano, un po’ sporca. Non a caso domenica è stata la Giornata per la Vita promossa dalla Conferenza episcopale italiana. Non a caso gli fa eco – e come poteva essere altrimenti! – l’Avvenire, quotidiano della Cei, con una durissima presa di posizione sulla pillola abortiva la cui vendita, a sentire il giornale, «non deve essere autorizzata come fosse un atto tecnico o automatico perché mette a rischio la salute della donna e la lascia ancora più sola».
Ogni tanto qualche donna sembrerebbe avere pure un’anima. Solitaria, però. Infatti, su una cosa ce la sentiamo di essere d’accordo con Avvenire: la donna non è mai stata così tanto sola come adesso.
Le donne non hanno l’anima, ma il diritto di voto sì. Ed ecco che si scatena la politica, quella con la p minuscola.
Iniziamo da Forza Italia: «Tre aborti terapeutici su dieci sono, in realtà, interruzioni volontarie di gravidanza», tuona Maria Burani Procaccino. Poi l’Udeur, per bocca di Wanda Ciaraldi, (ir)responsabile per la bioetica del partito-famiglia di Ceppaloni: «La legge va aggiornata anche alla luce delle nuove tecniche di rianimazione dei prematuri». E ancora, il segretario dell’Udc, Lorenzo Cesa: «Noi saremo sempre contro aborto e eutanasia». E infine l’immancabile Paola Binetti del Partito Democratico: «È necessario rivedere in ambito parlamentare la 194 vecchia ormai di trent´anni. Ogni vita ha un valore assoluto e irrinunciabile. Il diritto di essere nato dà il diritto di essere rianimato »
Ehhh… se le donne avessero l’anima, Giuliano Ferrara non si sentirebbe costretto a presentare una lista alle politiche per la moratoria della 194. Purtroppo però dice di volerlo, doverlo, fare. E chiama in causa «un Formigoni o un Pezzotta, o un Buttiglione o un Carlo Casini con un gruppo di cattolici combattivi dell´altro polo».
Se le donne, come detto, come è giusto, non hanno l’anima, non si pensi che Ratxinger si sia limitato al solo Angelus e alla sola piazza San Pietro per rimediare al problema. Ha invece fatto uno dei suoi soliti viaggetti. È andato in Brasile. Perché? Per partecipare alla 45ª Campagna della Fraternità organizzata dalla Conferenza episcopale carioca. E ovviamente ha riparlato dei soliti argomenti: «Si deve riconoscere pienamente la sacralità della vita e la dignità della persona umana. Tutte le minacce alla vita devono indubbiamente essere combattute. La mentalità individualistica ed edonistica, e una concezione distorta della scienza, sono cause di violazioni della vita, in particolare di aborto ed eutanasia.». Individualismo, distortismo, edonismo… sì, insomma, un po’ come Piero Welby, uno rimasto famoso perché si divertiva troppo.
Aborto, sì. Diritto alla vita, certo. Leggi da rivedere, dibattito da rianimare (come un feto prematuro), valzer di commenti da sborodolare intorno ad un documento firmato da qualche sparuto dottorino (numericamente irrilevante). Ma soprattutto – e diaciamocelo! – siccome le donne non hanno l’anima, ma il diritto di voto sì, ci sono, ci saranno, a breve, brevissimo, praticamente subito: le elezioni. Che fanno rima con Veltroni: «Andiamo soli perché per andare avanti ci vuole una visione, il coraggio di rischiare, la speranza nel bene del Paese e non nel proprio. La politica non la facciamo per noi stessi, la facciamo per quelli che verranno dopo. Per me cosa vuole che cambi, ho cinquant´anni, la mia vita è questa, a me davvero in fondo non mi interessa: spero di vincere certo ma perché credo che la mia idea di Paese possa servire a stare meglio tutti. L´idealismo pragmatico, la forza dei sogni. Per realizzare il possibile bisogna pensare l´impossibile dice Weber, lo sentirà nella lezione. Ma per me, personalmente, l´unica cosa che cambia è avere più o meno tempo per leggere, per vedere un film».
Il sindaco all’americana s’è pure appassionato al football americano: «Ha visto il Superbowl? Ah, appassionante. Un touchdown negli ultimi 39 secondi, hanno vinto i Giants di New York contro i Patriots che dire favoriti era poco: imbattuti, avevano vinto 18 partite di fila».
Touch down, sì. Non si poteva toccare il fondo meglio di così: andando a votare per perdere e soprattutto per riempire il Parlamento di soli baciapile e filoclericali, di entrambi i poli. Escludendo tutti gli altri.
Qualcuno ci spari in fronte perché non sappiamo strangolarci con le nostre mani, please.
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Meglio restare vivi, e lottare, essere per prima noi stessi, rivoluzionari dentro, nel senso della laicità e non nel comunismo visto che è come dio, è morto, anzi, non è mai esistito !!!
Poi sei io x esempio mi dovessi ammalare di una atroce malattia che non mi lascia scampo, fuggiro in Olanda, o in Spagna, ovunque sono civili e sanno cosa significa laicità e rispetto per il prossimo.
Perchè qui la vedo molto brutta, il PD va da solo, ma dove va, dico io ?? Ed anche se dovesse riuscire a vincere le elezioni, cosa potrà mai fare un pd così compromesso con papa e bigottismi vari ?
No no, questo paese è purtroppo condannato, e se poi vincerà il nano-pelato, allora si che ci sarà da divertirsi di brutto !!
Il fatto è che la merda, oltre ad ingoiarla tutta quanta x bene, non potremo nenmmeno tentare di sputarla, visto che ci sovrasterà fin sopra i capelli.
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