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Opinedo
Gli esami non finiscono mai
Scritto da Alteredo   
mercoledì 09 luglio 2008
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Un'idea bislacca e bizzarra di Edoardo Semmola (alteredo.org@gmail.com)
Quarantaquattro gatti in fila per fede col resto di un euro Stampa
Scritto da Alteredo   
sabato 19 gennaio 2008
E anche Francesco Rutelli se ne va all’Angelus. Non sempre, eh. Non tutte le domeniche e non per abitudine. Ma l’occasione era d’oro e non poteva farsela sfuggire: rispondere all’appello di Camillo Ruini e testimoniare la sua preziosa solidarietà al povero Papa contestato…
E anche Rutelli va all’Angelus dunque. Ci va in buona compagnia: quella di Cristina De Luca, sottosegretario alla Solidarietà sociale, di Renzo Lusetti, Nicodemo Oliverio, Francesco Saverio Garofani, Donato Mosella, Paola Binetti, Emanuela Baio, Enzo Carra e di tutta l’armata dei 44 democratici teodem ed ex popolari che hanno alzato gli scudi dopo la Caporetto della Sapienza.

I 44 gatti in fila per fede col resto di quell’euro che gli abbiamo dato alle primarie, sono «in preghiera per respingere ogni forma di intolleranza e di intimidazione come quella manifestatasi in questi ultimi giorni» contro il Papa. Dio ci scampi e liberi dai satanici contestatori, come ha giustamente denunciato Padre Livio Fanzaga ai microfoni di Radio Maria: «È in atto una crisi di valori che attanaglia il paese e sempre più si manifesta attraverso l´azione di gruppi minoritari e che può essere contrastata pacificamente per restituire all´Italia quei principi di tolleranza, di dialogo, di rispetto delle posizioni e del pensiero di tutti».

A cosa ci hanno portato i fatti della Sapienza?
Cominciando da Ruini che al Tg1 coglie l’occasione per sottolineare «l´interpretazione molto chiusa della laicità per la quale la parola della fede non dev´essere pronunciata negli spazi pubblici» e per fare la vittima («la Chiesa non detta l´agenda ai politici»), per continuare con il ministro dell’Istruzione, Beppe Fioroni, “scandalizzato” per la “censura della libertà di parola” inflitta al Santo Padre, e per finire con il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, che addirittura ribalta la frittata sostenendo che l’episodio della Sapienza rappresenta «una grave umiliazione inferta all’istituzione universitaria e la negazione pura e semplice della sua identità», tutti i colonnelli dell’Esercito della Fede si sono fatti in quattro (o quarantaquattro) per trasformare la contestazione in vittimismo, una cocente sconfitta sul piano dialettico in una vittoria su quello mediatico, e una figura di merda in un atto di umiltà.
Caffarra è quello che ci è andato giù più pesante, usando termini come devastante effetto diseducativo sulle giovani generazioni per descrtvere questo squallido episodio.

Ben fatto.
Come sempre, ahinoi, ci avete dimostrato come duemila anni di strapotere incontrastato possano insegnare l’arte della politica, della menzogna e del raggiro più di un intero corso universitario su Machiavelli.

Poche le reazioni critiche a questa chiamata alle armi – pardon: all’Angelus. Qualcuna anche da parte cattolica, come nel caso di Gianclaudio Bressa: «Un conto è dire "no all´intolleranza", un altro trasformare l´Angelus in una manifestazione politica. Non si possono fare prove muscolari, la fede è una roba seria e i primi a tradirla sono certi cardinali che lanciano appelli». O, ancora, Marina Magistrelli: «l´errore è stato di Ruini, ha lanciato l´appello a una manifestazione politica e i politici rispondono». E Albertina Soliani: «Questo modo di fare elenchi e mettere in luce se stessi, per evidenziare chi non è compreso, è l´ultima cosa che mi aspetterei dai credenti».
Altre dal morbido fronte laicista, come nel caso di Vincenzo Vita: «Stiamo facendo passi indietro rispetto a una cultura laica. Non vedo perché accorrere a una convocazione in piazza San Pietro. Se uno va, perché è uso andare, non ha bisogno di dichiararlo. L´Angelus a San Pietro non può trasformarsi in una celebrazione mediatica».

Il fronte laicista non-morbido invece, ovvero quello rappresentato dai Radicali, ha cercato di darsi da fare con qualcosa di più concreto delle semplici parole. Ma sono stati, come sempre, censurati: volevano recarsi in San Pietro a distribuire volantini sulla presenza invadente del Papa in tv, ma la questura di Roma non gli ha dato il permesso.
Ma non dobbiamo fare di tutta l’erba un fascio. Il Pd, va ricordato, non è solo Paola Binetti. È qualcosa di più e di meglio. È anche Vittoria Franco, ed è anche Gianni Cuperlo, che insieme a Barbara Pollastrini ha raccolto cinquecento firme in una settimana per un appello alla laicità nel Partito Democratico. Proprio alla luce della genuflessione di massa avvenuta all’ombra della chiamata all’Angelus di Ruini, e in prospettiva di un grande seminario nazionale da tenersi in febbraio. Così commenta Cuperlo: «Ritengo del tutto legittimo che individualmente ci siano esponenti del Pd che aderiscono all´appello di Ruini. Però voglio far notare che il problema oggi in Italia non è la deriva laicista o l´anticlericalismo diffuso. Il problema che anche il Pd deve affrontare è rappresentato dalla scelta della Chiesa di svolgere un ruolo sempre più attivo e invadente nella sfera politica e istituzionale. Fermo restando che non è in discussione il diritto della Chiesa né dei suoi vertici di affermare le proprie convinzioni nel dibattito pubblico».

Dal nostro piccolo osservatorio fiorentino percepiamo altri interessanti strascichi delle giornate romane. Il sindaco Domenici, per esempio, dichiara di voler aprire le porte di Palazzo Vecchio a Ratzinger. "Ben venga il papa a Firenze" titola oggi Repubblica. E mentre aspetta il Santo Padre, Domenici fa le prove generali con il cardinale Antonelli, vescovo della città granducale.
Ma la cosa maggiormente curiosa è proprio la scelta della tempistica: sembra che l’invito a Ratzinger nella città di Dante sia stato lanciato per il 2009 in occasione delle celebrazioni dell’Anniversario galileiano. Proprio quando Firenze, Pisa e Padova si apparenteranno nel comune ricordo del celebre scienziato e concittadino (di tutti e tre i comuni) con grandi manifestazioni scientifiche e culturali.
Scientifiche, culturali… e anche papali?

Nel frattempo, però, l’affaire Sapienza non rimane – e menomale! – entro le mura del Regno. Dalla Germania, per esempio, notiamo come il più importante quotidiano di Monaco, il Sueddeutsche Zeitung, denunci la vera intolleranza… contenuta nel discorso che Benedetto XVI avrebbe dovuto pronunciare alla Sapienza. Il giudizio tedesco sul papa tedesco è lapidario: «E´ insolente sul piano concettuale e sul piano storico affermare in una città in cui è stato bruciato Giordano Bruno che le lotte per la verità del passato siano state "un´appassionante competizione" tra teologia e filosofia, di cui "non si può trattare in questa sede"».

Sempre sul fronte della stampa, tornando però in Italia, troviamo altre due notizie interessanti: mentre è stato licenziato il direttore del mensile Jesus, don Vincenzo Marras, perché considerato non abbastanza nemico dei miscredenti, a Famiglia Cristiana si procede a lunghi passi verso la chiusura delle redazioni periferiche di Roma, Venezia, Bologna e Torino. I giornalisti, ovviamente, hanno già annunciato 20 giorni di sciopero.

Tutto questo, e molto di più, è il risultato della bomba improvvista scoppiata dalle mani del magnifico rettore dell’Università La Sapienza.
Complimenti, Magnifico, complimenti…
Commenti (11)Add Comment
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scritto da Dario, gennaio 19, 2008
Ribadisco quanto già scritto in risposta ad un analogo articolo:

"Mai, come da qualche tempo a questa parte, sono stato tanto infastidito dalla onnipresente figura del Papa nei telegiornali nazionali, siano essi di Stato come quelli di Mediaset o altri, e ciò ben da prima che succedesse il fattaccio romano. Durante i miei soggiorni all'estero difficilmente sono incappato in una notizia proveniente dal vaticano, e con giusta ragione, ritengo, perché raramente le comparse telegiornalistiche papali fanno notizia, né è notizia che il Papa s'affacci su piazza S. Pietro. Quindi è innegabile che il problema esista, rafforzato dalle frequenti apparizioni di Ruini & soci.
Tuttavia non sono d'accordo su quanto perpretato a Roma dalla solita minoranza rumorosa, alla quale null'altro ho riconosciuto, nella circostanza, se non l'usuale e sostanziale prepotenza che mortifica i non violenti: si, perché è violenza anche comprimere le ragioni degli altri!
E' la stessa violenza che ispirato i campi di lavoro staliniani in Siberia, la stessa di Pol Pot e di quant'altri gestiscono il potere nel dogma d'esser depositari della verità.
Se laicità significa anche 'tutela indiscriminata di tutti', come recita l'articolo, nella fattispecie s'è messa in atto solo la 'tutela indiscriminata di tutti ...quelli che la pensano esattamente come me.' e nient'altro."

Per l'adunata di piazza S. Pietro, Ruini se la poteva risparmiare.
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scritto da Gianni., gennaio 19, 2008
Io mi metto nei panni degli osservatori esterni al nostro paese, giornalisti, uomini politici, intellettuali, gente comune...ma cosa cribbio staranno pensando e dicendo di noi ?
In fondo lo stato vaticano non è nemmeno in Italia perchè è uno stato separato a tutti gli effetti. Allora perchè i nostri media e la nostra politica non sà fare altro che a turno inviare dal papa esponenti "illustri" e convenzionati come forse credo in nessuna altra parte del mondo, x scusarsi di un avvenimento così banale come la scelta di non voler un prete x far omelie in una istituzione laica ? Cosa deve pensare un francese, o un tedesco, spagnolo normale, anche credente ma con ancora una minima capacità di ragionare ?
Io penserei a quanto la nostra classe politica sia interessata solo alla conservazione del potere, della chiesa, della mafia sulla gente di buona fede. Con un parlamento costituito da vecchi rincoglioniti, tutti o quasi bigotti ed ipocriti, partendo dai nuovi DC e neo-fasci che vengon scoperti a puttane e tirar coca, che tuonano poi contro le unioni di fatto, i drogati, e difendendo un modello di famiglia cattolica che loro stessi smerdolano ? Un governo ed opposizione che nel 99,99999999999999999% dei casi parlano SOLO di leggi elettorali, e MAI di COME dare leggi e farle rispettare, x dare più dignità alla gente, al lavoro, alla scuola ed istruzione.
Siamo un paese in balia di messe e camorra, rifiuti a montagne per strada e lagrime di politici dal papa, di merda a tonnellate in tv e quella poca cultura relegata alle 3 di notte. Di sindaci che vanno a vedere il sangue di San gennà che si liquefa, come i cervelli della gente che sottomettono !
All'estero ci vedono come il paese degli ignoranti ma felici di esserlo, (.....il vanto del personaggio "famoso" che non sà accendere un computer ), del ragazzo-ragazza dementi che esistono solo grazie al grande fratello, delle diatribe avanspettacolo tra nuovi e vecchi fascisti e marxisti. E dopo siamo il paese dei 30-40 coglioni che tiran bottiglie alle finestre dell'università per "iscacciare" un papa ed accontentare le telecamere, gente che come è successo negli anni '70, prima sparava sulla folla e metteva bombe, ed oggi insegnano a come metterla nel cvlo agli operai, con la benedizione di san biagi.
Così ci vedono all'estero.
Tutto questo,... finchè esisterà, non potrà mai far nascere uno stato laico degno di essere chiamato tale.
www.solitoignoto.com
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scritto da alter edo, gennaio 20, 2008
Gianni, come diceva Giorgio Gaber: "Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani, ma quando vanno all'estero li riconoscono subito"... Per poi continuare con: "Secondo gli italiani sono cattolici e laici, ma anche ai più laici piace la benedizione del Papa. Non si sa mai!".
(da "Secondo me gli italiani")
Ho detto tutto, no?
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scritto da trotzky, gennaio 20, 2008
Il giudizio del Suddeutsche Zeitung sul discorso che avrebbe dovuto tenere il Papa e la minaccia di chiudere le redazioni periferiche di Famiglia Cristiana sono notizie che non sapevo. Dovresti ricavarne un articolo per RL. Sono questi comportamenti repressivi che possono compattare il fronte laico.
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scritto da Gianni., gennaio 20, 2008
Io appartengo ai quei laici per FORMAZIONE e non per CONVENIENZA.
Da piccolo i miei genitori mi portavano a messa, mio zio è un prete tutt'ora, e ho fatto pure la comunione ed il chierichetto.
Diversamente però dal 90% ed oltre degli italiani, che poi hanno continuato, in modo più o meno ipocrita a basare la propria vita, la famiglia ed il resto su stampo cattolico, io mi sono reso conto che il mondo, l'uomo e l'universo hanno tante ma tante altre cose da mostrare.
E mi sono reso conto che le omelie e le processioni erano una grande anomalia ed un modo antinaturale nel cercare di vivere e concepire il Senso della vita.
E me ne sono liberato, allontanato da questa ristretta e soffocante dimensione culturale.
Non sono certo uno di quelli che brucerebbero i preti, perchè poi per il rovescio della medaglia, come è successo in Russia, saranno loro a trornare a bruciare i laici ed i miscredenti.
E mi fanno pena molto gli "atei" che si fanno cmq. benedire perchè non si sà mai.
Io ho il rispetto per chi crede perchè ho visto in quale nebbia i credenti vivono e si muovono. Sia quelli che davvero sperano nella salvezza, sia quelli che lo fanno per paura o anche solo interesse di facciata.
E' un rispetto nel senso che pur se mai mi sognerei di ammazzarli o eliminarli dalla faccia della terra, tento di far capire a chi mi etichetta di uomo volgare, senza fede, che io ci sono passato per la fede, ho buttato via anni in messe nelle quali non pregavo mai, perchè non me lo sentivo, non era una cosa mia piegarmi su me stesso verso dio in maniera ipocrita. Ma invece seduto nelle panche, pensavo alla figa !
Essere laici significa PURE essere credenti, ma RISPETTOSI degli altri, e che anche se uno crede nel papa, CAPIRE in modo naturale che uno stato non può essere giudato da una religione, ma dal buon senso civico e libero, come dice Dario Fò, con il benefecio del dubbio e la ricerca di una convivenza serena e civile tra i popoli nei tempi che evolvono.
In molti paesi nel mondo la laicità è tutto questo, in italia con una chiesa che crede di poter congelare tutto x sempre, no.
La chiesa poi si vende al mondo laico, x sopravvivere, non compra solo anime falso-laiche. Rivedendo i suoi dogmi nel riconscere il big-bang, cosa poi NON dogmatica della scienza, oppure guardare con pieta' e mai con rispetto ai gay, l'anomalia italiana è solo nostra.
Ed io non ne farò mai parte !!!
www.solitoignoto.com
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scritto da sacha, gennaio 20, 2008
da notare la polemica assenza di rosy bindi che (apriti cielo) si conferma una delle presenze più laiche all'interno del partito democratico
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scritto da alter edo, gennaio 20, 2008
Gianni, concordo: è impossibile farne parte... E ora sembra impossibile anche sentirsi in qualche modo "italiani" dopo aver letto le "scuse ufficiali" di Napolitano a Ratzinger per il "caso Sapienza"
Siamo messi male, ragazzi!
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scritto da alter edo, gennaio 20, 2008
Hai ragione, Sascha. Infatti, guarda quest'ottima Rosy: http://www.alteredo.org/index.php?option=com_content&task=view&id=817&Itemid=68
Non ci dobbiamo mai più stupire... Di solito "in peggio", ma in questo caso, per fortuna, "in meglio".
saluti
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scritto da Gianni., gennaio 20, 2008
La verità:
http://www.solitoignoto.com/laverita.htm
Gianni.
www.solitoignoto.com

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scritto da alessandra, gennaio 21, 2008
e poi parlano di integralismo islamico.
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scritto da martina, gennaio 21, 2008
mah... il pd sarà anche "altro", come dici tu, ma intanto sono tutti lì a spartirsi la stessa torta e le stesse poltrone, e tutti si riconoscono in un leader che di laico non ha niente. Nemmeno di cattolicvo, per carità, che non si abbia a far torto a qualcuno. Ma, dico io, come possono stare nello stesso partito quelli che scacciano il papa dalla sapienza e quelli che vanno a san pietro a leccarglielo? E questa è solo una - e nemmeno la più grave - deller tante contraddizioni? E per quanto tempo il Valter riuscirà a dar ragione a tutti? Ci prendono per il culo. E parecchio, anche.

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