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Scritto da Alteredo   
mercoledì 09 luglio 2008
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Un'idea bislacca e bizzarra di Edoardo Semmola (alteredo.org@gmail.com)
Indovina chi viene a bere l’ammazzacaffé? Stampa
Scritto da Alteredo   
venerdì 11 gennaio 2008
Il film. Esce in questi giorni nelle sale Bianco e Nero di Cristina Comencini con Fabio Volo e Ambra Angiolini: quarant’anni dopo Indovina chi viene a cena di Stanley Kramer, arriva la commedia sul razzismo all’italiana.



Ecco, ora che avete indovinato chi viene a cena, provate anche a indovinare chi porta il dolce (della commedia) e l'amaro (della verità):
Fabio Volo. «Il razzismo è solo una questione di ignoranza, nel senso proprio di non conoscenza. Frequento amici neri, all'estero soprattutto. E mi dicono che quando vengono in Italia si sentono "più neri". Soprattutto le donne, che si sentono guardate con occhi a cui non sono più abituate».

Ma a che punto sta la bilancia del razzismo in Italia? Ce lo racconta Cristina Comencini con il film Bianco e Nero, leggera commedia sentimental-popolare con Fabio Volo e Ambra Angiolini impegnati in questioni di corna interrazziali e impegnati a scavare un solco in una terra inesplorata: a parte Indovina chi viene a cena chi ricorda un'altra commedia sul tema del razzismo?

Per l'ex bambolina di Non è la Rai «questo film arriva in un giusto momento e se non fosse stata una commedia credo che sarebbe stato ancor più difficile arrivare a tanta gente con un messaggio e una speranza… con il sorriso». Ambra Angiolini intervistata da Alteredo Ribadisce Fabio Volo: «Il nostro è un paese indietro sulle cose importanti, per colpa di una classe politica lenta, pachidermica. Per quanto riguarda il razzismo, invece, è solamente una questione di storia. Credo che forse però, per assurdo, il fatto di essere così in ritardo possa darci la possibilità di farci affrontare la cosa in maniera diversa, come è successo in Spagna per i diritti civili: dalla dittatura sono diventati rapidamente uno dei paesi più all'avanguardia d'Europa».

La regista difende il ruolo della commedia come mezzo semplice che può arrivare a tutti. Dunque aiutare il messaggio. E il film rispecchia esattamente questo intento.
Infine, dopo il dolce e l'amaro, ecco anche l'ammazzacaffé. Sempre Fabio Volo: «Non sono un esterofilo, ma questo paese è come una donna bellissima che però è sempre a letto che dorme: e tu non vedi l'ora che si svegli. La contempli, lei dorme, non si sveglia mai, e quindi fa innervosire. A volte si affrontano degli argomenti come se fossero di assoluta importanza e attualità quando invece sono già vecchissimi: il matrimonio, i dico, sono di un anacronistico pazzesco nel resto del mondo. In America già si parla dei "Lat", i "live alone together": quelli che si sposano ma vivono ognuno a casa propria. Sono modi nuovi di intendere la coppia. Invece in Italia abbiamo ancora i cattolici, i giornalisti che scrivono, la famiglia, bla bla bla…»
Cristina Comencini intervistata da Alteredo

In realtà, a parte le ottime intenzioni, ciò che fuoriesce da quest’avventura nel territorio vergine della commedia sul razzismo è un’operetta approssimativa. Molto televisiva, scarsamente incisiva, che non raccoglie affatto quanto faticosamente seminato di intenzioni.
I limiti di un certo schematismo narrativo, di un’inesplicabile desiderio di rifarsi a cliché di sceneggiatura e d’immagine più che corrosi – due su tutti: la scena alla Fontana di Trevi con la parodia black della Ekberg de La dolce vita e quella della simultanea lettura delle due lettere a voci incrociate – sono macigni pesantissimi per un film che non riesce a fare un passo oltre la messa in scena in tono pacatamente critico dei luoghi comuni più comuni sull’amore e la coppia interrazziale.
Commenti (8)Add Comment
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scritto da Gianni., gennaio 11, 2008
Non sò, della Comencini ho visto La bestia nel cuore tratto da un suo stesso romanzo, non l'ho trovato un film molto bello, un tipo di narrazione macchinosa e pesante, un soggetto carico di drammi eccessivi, eppure aveva un buon cast.....e ci vedo poi una certa parte moralistica del padre come in un suo film, Incompreso.
Di Luigi Comencini c'è poi Pane amore e fantasia, una di quelle commedie che meno sono riuscite ad interessarmi per qualche cosa....non sò ma li metto un pò nel limbo dei registi quasi indecifrabili, ma forse solo per me. Un regista che ama mettere su schermo e dar vita anche se solo per 2-3 ore ad un soggetto, dovrebbe costruire il suo film su basi solide, e poi anche su sceneggiature ben costruite ed efficaci, perchè è parecchio difficile saper scrivere un romanzo e contemporaneamente fare sceneggiatura ed un buon film.
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scritto da Gianni., gennaio 11, 2008
Un altro esempio che mi viene in mente è Non ti muovere di Castellitto, su soggetto della moglie, un film davvero noioso e brutto in tutti i sensi,.....forse il romanzo visto il successo che ha avuto è un altra cosa.
Questo perchè un regista dovrebbe si voler trasportare un soggetto che gli interessa su un film, ma, Kubrick ne è un esempio eccellente, saper trovare la chiave interpretativa giusta nel suo stile, da poter far rivivere e quasi reinventare il soggetto, tanto è vero che i libri da cui sono stati tratti i film di Kubrick, erano praticamente sconosciuti, almeno fino all'arrivo del suo film.
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scritto da ...me!, gennaio 15, 2008
...perchè c'è ancora chi scrive UN'Altra senza apostrofo...o forse ora più che mai?
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scritto da atypicalmovie, gennaio 16, 2008
D'accordo con Gianni, la Comencini è noiosa e forse non è proprio il suo mestiere, però il fine giustifica i mezzi. E se Volo è con noi, è sicuramente un buon opinion leader!!
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scritto da alter edo, gennaio 17, 2008
evvabbé... un apostrofo può anche scappare!
non ne facciamo una tragedia.
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scritto da JeanParis, marzo 05, 2008
Altro film della "pop" Comencini è Mobbing, Mi piace lavorare, sono i classici film che passata la metà abbondante del tempo, non sai ancora inquadrarli come film interessanti oppure solo noiosi.
Una Braschi attrice davvero non a suo agio, più che timida ed impacciata fuori proprio da un minimo di stile interpretativo, in un film che ci "insegna" quanto sia brutta la mobilità o il mobbing. Su Mymovies.it lo definiscono un film asettico in senso positivo, mentre è solo sterile per usare sinonimo, a mio avviso come film.
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scritto da alter edo, marzo 06, 2008
Stai confondendo le due sorelle, Gianni: quella di Mobbing è Francesca Comencini, non Cristina
ciao
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scritto da JeanParis, marzo 06, 2008
Cribbio, hai ragione. Cmq. questo non cambia la mia valutazione negativa al film, si vede che è una famiglia disgraziata, ah,ah,ah,ah,ah !!!!!! smilies/grin.gif
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