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Indovina chi viene a bere l’ammazzacaffé? |
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Scritto da Alteredo
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venerdì 11 gennaio 2008 |
Il film. Esce in questi giorni nelle sale Bianco e Nero di Cristina Comencini con Fabio Volo e Ambra Angiolini: quarant’anni dopo Indovina chi viene a cena di Stanley Kramer, arriva la commedia sul razzismo all’italiana.
Ecco, ora che avete indovinato chi viene a cena, provate anche a indovinare chi porta il dolce (della commedia) e l'amaro (della verità): Fabio Volo. «Il razzismo è solo una questione di ignoranza, nel senso proprio di non conoscenza. Frequento amici neri, all'estero soprattutto. E mi dicono che quando vengono in Italia si sentono "più neri". Soprattutto le donne, che si sentono guardate con occhi a cui non sono più abituate».
Ma a che punto sta la bilancia del razzismo in Italia? Ce lo racconta Cristina Comencini con il film Bianco e Nero, leggera commedia sentimental-popolare con Fabio Volo e Ambra Angiolini impegnati in questioni di corna interrazziali e impegnati a scavare un solco in una terra inesplorata: a parte Indovina chi viene a cena chi ricorda un'altra commedia sul tema del razzismo?
Per l'ex bambolina di Non è la Rai «questo film arriva in un giusto momento e se non fosse stata una commedia credo che sarebbe stato ancor più difficile arrivare a tanta gente con un messaggio e una speranza… con il sorriso».
Ribadisce Fabio Volo: «Il nostro è un paese indietro sulle cose importanti, per colpa di una classe politica lenta, pachidermica. Per quanto riguarda il razzismo, invece, è solamente una questione di storia. Credo che forse però, per assurdo, il fatto di essere così in ritardo possa darci la possibilità di farci affrontare la cosa in maniera diversa, come è successo in Spagna per i diritti civili: dalla dittatura sono diventati rapidamente uno dei paesi più all'avanguardia d'Europa».
La regista difende il ruolo della commedia come mezzo semplice che può arrivare a tutti. Dunque aiutare il messaggio. E il film rispecchia esattamente questo intento. Infine, dopo il dolce e l'amaro, ecco anche l'ammazzacaffé. Sempre Fabio Volo: «Non sono un esterofilo, ma questo paese è come una donna bellissima che però è sempre a letto che dorme: e tu non vedi l'ora che si svegli. La contempli, lei dorme, non si sveglia mai, e quindi fa innervosire. A volte si affrontano degli argomenti come se fossero di assoluta importanza e attualità quando invece sono già vecchissimi: il matrimonio, i dico, sono di un anacronistico pazzesco nel resto del mondo. In America già si parla dei "Lat", i "live alone together": quelli che si sposano ma vivono ognuno a casa propria. Sono modi nuovi di intendere la coppia. Invece in Italia abbiamo ancora i cattolici, i giornalisti che scrivono, la famiglia, bla bla bla…»
In realtà, a parte le ottime intenzioni, ciò che fuoriesce da quest’avventura nel territorio vergine della commedia sul razzismo è un’operetta approssimativa. Molto televisiva, scarsamente incisiva, che non raccoglie affatto quanto faticosamente seminato di intenzioni.
I limiti di un certo schematismo narrativo, di un’inesplicabile desiderio di rifarsi a cliché di sceneggiatura e d’immagine più che corrosi – due su tutti: la scena alla Fontana di Trevi con la parodia black della Ekberg de La dolce vita e quella della simultanea lettura delle due lettere a voci incrociate – sono macigni pesantissimi per un film che non riesce a fare un passo oltre la messa in scena in tono pacatamente critico dei luoghi comuni più comuni sull’amore e la coppia interrazziale.
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Di Luigi Comencini c'è poi Pane amore e fantasia, una di quelle commedie che meno sono riuscite ad interessarmi per qualche cosa....non sò ma li metto un pò nel limbo dei registi quasi indecifrabili, ma forse solo per me. Un regista che ama mettere su schermo e dar vita anche se solo per 2-3 ore ad un soggetto, dovrebbe costruire il suo film su basi solide, e poi anche su sceneggiature ben costruite ed efficaci, perchè è parecchio difficile saper scrivere un romanzo e contemporaneamente fare sceneggiatura ed un buon film.
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