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Scritto da Alteredo
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domenica 16 dicembre 2007 |
…se anche un grande intellettuale come Eugenio Scalfari non si accorge del mutare dei tempi…
Un manifesto della laicità che configuri un partito che vuole identificarsi con la democrazia non può avere altro punto di riferimento se non la democrazia stessa nella sua essenza costituzionale. Non può quindi essere né clericale né anticlericale, né prescrivere una laicità buona o una laicità cattiva; deve fare a meno di ogni aggettivazione qualitativa che dettasse regole esteriori alla democrazia e ai cittadini democratici.
La laicità senza aggettivi riposa esclusivamente sul principio di non imporre ai cittadini altro vincolo all´infuori di quello che vieta a ciascuno di limitare la libertà altrui e di violare il principio di eguaglianza di tutti di fronte alla legge. Questo e non altro è il fondamento della democrazia di cui la laicità non è che il sinonimo..
(tratto da un editoriale di Eugenio Scalfari pubblicato su Repubblica di domenica 16 dicembre 2007, a pagina 29)
Ma questo, caro Scalfari, mi permetta, oggi come oggi significa essere anticlericali.
Il mondo è cambiato, e in peggio. L’Italia è cambiata, molto in peggio. Solo lei, egregio Scalfari, continua a pensare, a ragionare e a scrivere come se dall’altra parte del fiume, sulla sponda clericale, avessimo ancora degli autentici democratici.
Invece, come giustamente dice Aldo Busi, siamo arrivati ad punto tale che essere democratici è diventato sinonimo di essere anticlericali.
Cordialmente.
Un vecchio suo ammiratore.
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ovviamente, siamo d'accordissimo!Penso ricorderai il mio vecchio articolo "Deficit di laicità"?
Forse, Scalfari rimane legato ai suoi tempi oppure si sta dedicando ad acrobazie interpretative sul concetto di "laicità"...