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Gli esami non finiscono mai
Scritto da Alteredo   
mercoledì 09 luglio 2008
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Un'idea bislacca e bizzarra di Edoardo Semmola (alteredo.org@gmail.com)
Francesco Guccini è per la Resistenza Laica Stampa
Scritto da Alteredo   
sabato 15 dicembre 2007
Video-intervista. L’autore di Libera nos, Domine: “Dovevamo liberarci dai fondamentalismi religiosi, e non ci siamo liberati. A questo punto, credo, sarà molto difficile riuscirci. L’Italia è quella che è, Paola Binetti è quella che è”.



Per la prima volta, dopo quarant’anni, guardando
Francesco Guccini nella prospettiva dell’orizzonte, non si vede che un grande punto interrogativo. La domanda è «che Guccini sarà?», quali sentieri vedremo intraprendere dal vecchio montanaro della canzone d’autore e d’impegno?

Uno spiraglio ce lo offrono i forti sapori partigiani del nuovo brano – già sentito nei concerti ma non ancora inciso – Su in collina. E anche, in un certo senso, il vecchio Eskimo, cult gucciniano fin dal 1978, amato soprattutto dalle fans più romantiche del cantautore pavanese, oggi rivisto e corretto in un nuovo arrangiamento. Forse, meno nostalgico.

La domanda è legittima perché del maestro Guccini abbiamo assistito a diverse fasi in questi lunghi, mai banali né ripetitivi 40 anni di carriera. Dallo spirito ribelle infuocato che ha caratterizzato i suoi inizi fino alla metà degli anni Settanta, al desiderio di trovare un angolo di pace in un mondo di difficile comprensione – perenne sentiero gucciniano che si è protratto fino alla fine del millennio – vissuto da un’alternanza anarchica di momenti di dolcezza e momenti di amarezza. Abbiamo assistito allo sviluppo eroico e quotidiano dei suoi innumerevoli, letterari o reali, amori. Poi, con la maturità, abbiamo anche gettato un breve ma molto intenso sguardo alla crescita di sua figlia Teresa, attraverso canzoni indimenticabili come Culodritto e E un giorno. Con l’Addio di Stagioni, uscito proprio nel dicembre ’99, Francesco Guccini ha chiuso un altro ciclo, un altro discorso sul mondo. Ha messo un punto fermo su molte cose, e ha chiuso il secolo. Senza riaprirne di nuovi, però, se consideriamo che Ritratti, il suo ultimo disco di inediti, si pone come una riflessione ed uno sguardo sul passato.

Per questo il popolo dei suoi fan – clamorosamente esploso, diventando movimento di massa, e non più di nicchia, con lo scavalcare del secolo – è lì che freme e si chiede: e adesso? Cosa succede adesso? Verso quali territori narrativi e poetici ci porterà uno degli ultimi sopravvissuti cantautori della vecchia scuola?

Perché di segni di cambiamento, l’ex lupo solitario della montagna pistoiese ne ha dati parecchi in questi ultimi tempi. È tornato in televisione – mezzo di comunicazione da lui sempre snobbato dai tempi in cui, imberbe, cantava Auschwitz con Caterina Caselli in bianco e nero. E poi scrive gialli, fa l’attore, palleggiato da Pieraccioni a Ligabue. Ha perfino comprato il computer, svolta da non sottovalutare per un noto avversatore dell’universo delle macchine e della spersonalizzazione della comunicazione come è l’autore della profetica Black-out.

Un tempo avremmo potuto dire resta l’impegno, lo slancio politico. Ma con i tempi che corrono e le fedi che crollano, chissà…
Sicuramente, resta incrollabile la sua profonda visione laica della vita e la sua militanza per un rinnovamento dell’umanesimo. Per questo – e in tema con le battaglie di questo sito – abbiamo approfittato dell’anteprima di Una moglie bellissima di Leonardo Pieraccioni, in cui Guccini ha un piccolo ruolo, per sentire il suo parere sull’attuale situazione politica italiana. Soprattutto per quanto riguarda la sempre più vituperata laicità dello Stato.

***


Buonasera Francesco Guccini. Come commenta il nuovo terremoto Binetti che rischia di far cadere il Governo sulla norma anti-omofobica del pacchetto-sicurezza?
«Sono molto perplesso e, da laico, anche un indignato. Bisognerebbe che questa signora, sebbene lei la pensi in un certo modo – ed è vero che si deve rispettare il pensiero di tutti – si rendesse conto che fa parte di un gruppo che ha delle idee diverse dalle sue».



Clicca e guarda l’intervista a FRANCESCO GUCCINI





Trent’anni fa lei ha scritto Libera nos, Domine. Ma non ci siamo liberati proprio di niente…
«No, purtroppo non ci siamo liberati. E ho paura che difficilmente riusciremo a liberarci. L’Italia è quella che è… ehhh… Non sarà facile. Lo Stato dovrebbe essere laico, c’è poco da dire, ma non lo è».

L’Italia… ma non solo! Lei ha cantato Libera nos, Domine per la prima volta in apertura di concerto l’indomani dell’11 settembre. Era a Prato, c’ero anch’io nel pubblico. Aprì con quella canzone e poi fece tutto Amerigo, il suo disco sugli Usa. Una scelta insolita…
«Amerigo era in scaletta. La novità era Libera nos, Domine all’inizio. Quella canzone è una preghiera laica contro tutti i fondamentalismi di qualsiasi tipo».

Francesco Guccini sta con la Resistenza Laica?
«Ovviamente! Certo che sono per la Resistenza Laica, ci mancherebbe altro!»
Commenti (11)Add Comment
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scritto da Ilaria G., dicembre 15, 2007
Nonostante tutto il mio apprezzamento per il personaggio stavolta concordo con te: non era proprio in forma.
Piuttosto deludente se si pensa ai testi delle sue canzoni in cui il tema della laicità riecheggia spesso...
"Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito"
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scritto da alter edo, dicembre 15, 2007
Però quel testo (Cirano) non è suo, è di Beppe Dati
ciao
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scritto da ugolino, dicembre 15, 2007
E poi quel testo continua: "e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso, le verità cercate per terra da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali"
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scritto da alter edo, dicembre 16, 2007
Appunto, Ugolino. Come dicevo a Ilaria, quel testo è di Beppe Dati, non di Guccini. Beppe lo conosco: è una specie di mezzo prete. Scriverebbe anche niente male, se non fosse così incline alla retorica. Sempre di Beppe Dati sono i testi di "Cosa resterà di questi anni Ottanta" (ricordate un giovanissimo Raf?), "La forza della vita", sanremerie varie per Paolo Vallesi, e infine parecchia roba di Marco Masini e qualche testo per Guccini. Anche Don Chisciotte è sua, e si sente. Insomma, non "clericalizzate" Guccini per colpa di Dati. Dati, lo ripeto, è una specie di prete. E ho detto tutto
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scritto da ugolino, dicembre 16, 2007
Però io lo dicevo in un altro senso; l'anticlericalismo - sacrosanto - non giustifica il materialismo più gretto e nell'individualismo. Io sono materialista, ma questa frase la trovo suggestiva; mi fa intuire che il materialismo e l'anticlericalismo non possono essere i muri di una prigione in cui ci recludiamo da soli. Però mi fermo lì...
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scritto da ugolino, dicembre 16, 2007
ERRATA CORRIGE:
non giustifica il materialismo più gretto e l'individualismo
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scritto da Gianni, dicembre 16, 2007
Io apprezzo molto Guccini, sento di assomigliargli.
Essere laici o anticlericali non significa essere materialisti,....io forse lo sono un pò, ma l'uomo ama, e l'amore non è materia.
Ecco perchè se fossi un laico al governo mai mi sognerei di far crociate a chi crede.
Ognuno ami ciò che sente, ma sopratutto rispetti chi non è comne lui, evitando di imporre condizioni morali.
Grande Francesco !!!!
www.solitoignoto.com
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scritto da alter edo, dicembre 18, 2007
Sì, sono io esattamente 10 anni fa.
Quelle immagini andarono nel dvd di Vincenzo Mollica e ogni tanto tornano fuori... Ero bruttarello e dai tratti fanciulleschi all'epoca :-(
avevo 18 anni appena compiuti
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scritto da Filippo, dicembre 19, 2007
vabbo, mica sei vechcio ora? e cmq t'ho riconosciuto all'istante e dunque vuol dire che sei rimasto uguale.....io t'ho visto solo nel video dell'italiano vero.....non deve essere bello finire nel video di mollica pero'................
...
scritto da sid_131, febbraio 12, 2008
xchè storcere il naso se un testo è scritto da un Dati??????
x me che sono guccinana da 40 anni , fà lo stesso!....è Lui che sceglie cosa cantare, e se sceglie significa che quel testo è nel suo animo e nelle sue corde.
Stò invecchiando con lui,......e lui ha cantato e scritto (o si è fatto scrivere) quello che un 50enne o un 60enne ha vissuto o stà vivendo............
invecchiate o x meglio dire "maturate".........e sarete "dentro guccini".(io ho la "fortuna"di essere coetanea e forse questo mi avvantaggia....voi dovet solo sforzarvi di sentirvi "vecchi")
un bacio ragazzi!

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