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Video-intervista. La protagonista di Giorni e nuvole: “È stato davvero un incubo, un inferno. In questo senso potrei paragonarlo quasi a un thriller: perché si entra passo dopo passo in una situazione che ti opprime sempre di più, come se ci fosse qualcuno che ti vuole fare del male. Ti senti schiacciato dentro qualcosa da cui devi uscire, dalla paura, dal terrore, che la mancanza del lavoro incute…”
Buonasera Margherita Buy. Intanto: complimenti per questo Giorni e Nuvole. Secondo me, insieme a Nuovomondo di Crialese, è il più bel film italiano degli ultimi 4 o 5 anni.
Ripercorrendo i vari ruoli che hai interpretato in questi ultimi anni, si nota una varietà piuttosto ricca ed eterogenea per quanto riguarda le tue scelte artistiche: si passa dalla commedia nazional-popolare di Manuale d’amore a quella più sofisticata, al ruolo surreale di Aidra ne Il Caimano, al detective malinconico del thriller Il siero della vanità di Alex Infascelli, fino al film d’autore con La sconosciuta di Giuseppe Tornatore. Sembra proprio che tu abbia girato tutti i generi, gli stili, tutti i cinema. O no? E a questo punto, cosa manca? «Ai voglia se manca! Manca, e vorrei fare, un bel film in costume, per esempio. Per una volta, quindi, allontanarmi dalla realtà. Poi mi piacerebbe far parte di un film di genere, un thriller, come quelli di una delle mie attrici preferite: Jodie Foster.»
Quindi l’esperienza con Infascelli ne Il siero della vanità non è stata soddisfacente? «Ne vorrei uno un po’ più... un po più…»
Un po’ meno surreale e più serio? «Ecco, sì. Mettiamola così.»
Clicca e guarda l’intervista a MARGHERITA BUY
Parlando di serietà, questo ruolo in Giorni e Nuvole è di un impegno emotivo non indifferente. E ti fa affrontare quello che probabilmente è il tema centrale, l’angoscia centrale dei nostri giorni: il lavoro. «Il film lo abbiamo girato in sequenza, quindi siamo entrati dentro la storia dall’inizio, percorrendola in senso cronologico: in questo incubo ci sono entrata durante le riprese, giorno dopo giorno, e dunque l’ho assimilato strada facendo. Ed è stato veramente un incubo, un inferno. In questo senso potrei paragonarlo quasi a un thriller: perché si entra passo dopo passo in una situazione che ti opprime sempre di più, come se ci fosse qualcuno che ti vuole fare del male. Ti senti schiacciato dentro qualcosa da cui devi uscire, dalla paura, dal terrore, che la mancanza del lavoro incute. Però è molto bello il fatto che parallelamente si porti avanti un discorso sui rapporti personali, e i due aspetti sono molto ben bilanciati: il rapporto tra me e Antonio Albanese, mio marito, e l’incubo del lavoro. Naturalmente sapevo che ci stavamo cimentando con un problema più grande di noi, da affrontare – da parte chi l’avrebbe visto poi – con grande serietà.»
Giustamente hai fatto riferimento all’equilibrio del film. Soldini mi ha detto di aver voluto realizzare un film a due voci che si bilanciassero perfettamente, per raccontare innanzitutto una storia d’amore. Personalmente ho letto Giorni e Nuvole come un film pessimista, mentre il regista non era per niente d’accordo, proprio perché al centro della vicenda c’è una storia d’amore che filtra i problemi e i drammi narrati nel film. Qual è la tua visione in proposito? «Diciamo che loro si trasformano durante il film, e in questo non c’è certo uno sguardo ottimistico. I due protagonisti vengono fortemente intaccati da questa tragedia e si rendono conto di essere vulnerabili e il loro rapporto ha una crisi profonda che non riguarda loro stessi ma qualcosa di esterno.»
È la città stessa anche – Genova – a realizzare questo effetto… «Sì, forse. Però, in fondo, si ritrovano. E capiscono quali sono le cose importanti per loro. Però all’interno di una situazione completamente cambiata, dunque non si sa se si ritroveranno totalmente.»
E ne filnale, pur aperto, il regista ci dice che se anche i problemi economici non si risolveranno (non lo sappiamo), abbiamo comunque una coppia che si ricostruisce… «Sì, lui voleva dare come ultima immagine questa idea di una nuova apertura… Poi, chissà!»
Interessante. Apprezzo moltissimo l'attrice, anche se non mi piacciono proprio tutti i film in cui recita. Questo però mi sembra alquanto importante! ^_-
Io apprezzo Soldini perchè è uno dei pochi registi italiani a saper fare ancora un cinema d'autore, ma con tutte le caratteristiche della narrazione per così dire spontanea, lucida, senza troppi esperimenti di stile intellettualistici, lo si vede molto bene in Pane e tulipani, Giorni e nuvole ancora non ho avuto il modo di vederlo. Ma sostanzialmente concordo, Margherita buy è una brava attrice, forse non mi sento personalmente attratto dalla sua figura caratteristica di "personaggio" sempre in bilico tra nevrotico e fragile, questione di gusti, e poi prima devo vedermi questo film di Soldini x farmi un idea migliore e più ampia sul suo talento. Non riesco invece ad essere d'accordo su Crialese, mi sono visto Nuovo mondo 2 volte, con attenzione come sempre faccio, ma non riesco, a parte una forma si forse un po interessante nello stile, a capire dove sia questa nuova via del cinema italiano. Idem per Infascelli. Soldini invece si, e x quanto riguarda la qualità del nostro cinema negli ultimi 9-10 anni, posso annoverare Così Ridevano di Gianni Amelio, (199, davvero un gran bel film. www.solitoignoto.com
Parlavo solo di aspetto e modo di fare delicato (non tragga in inganno il "come donna" - che, in questo caso, equivale ad "aspetto femminile", realtà che è inconfutabile ed evidente): per il resto, non la conosco di persona...a quanto pare tu SI: me la presenti? Così potrò anch'io giudicare se è fragile o no...
Io sogno Margherita Buy da vent'anni (cioè dai tempi di "Domani accadrà","I giorni randagi","Una grande storia d' amore)... Per me è sempre di gran lunga la migliore attrice della sua generazione, come donna la trovo di una bellezza semplicemente strepitosa e comunque pare che il suo carattere sia molto meno remissivo di quello che sembra...ad ogni modo io continuo ad esserne innamorato perso.
Per Alessandra del primo messaggio : Sei forse quell'Alessandra di Ceccano che una dozzina di anni fa studiava psicologia a Roma ? Ti ricordi che ci scrivevamo ? Elimina le lettere maiuscole ed otterrai la mia e.mail:
[GUEST]Maurizio An : Ciao Edo. Il banner 'AAA cercasi politico italiano. NO Vaticano', è stato spostato nella home page del mio sito www.gayguy.it In questo modo potrai nuovamente renderlo pubblico. Saluto Laico! M. Amdrea (Gentleman).
Il nome AlterEdo nasce sul giornale "la Lente" come pagina di corsivi ironici o semiseri. Qui trovate la raccolta di tutti gli alteredo scritti dalla nascita della rivista, ovvero da maggio 2004
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