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Opinedo
Gli esami non finiscono mai
Scritto da Alteredo   
mercoledì 09 luglio 2008
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Un'idea bislacca e bizzarra di Edoardo Semmola (alteredo.org@gmail.com)
Silvio Soldini e la “riscossa” del cinema sociale Stampa
Scritto da Alteredo   
venerdì 16 novembre 2007
Video-intervista. Il regista di Giorni e Nuvole e Pane e tulipani: “L’Italia soffre e ha bisogno di un modo diverso di pensare al futuro: ha bisogno di segnali da parte della politica, perché così non si può andare avanti”.




Buonasera Silvio Soldini, regista di Giorni e nuvole con Antonio Albanese e Margherita Buy, un film a mio parere estremamente importante nel panorama del cinema italiano. Per trovare un film italiano bello e intenso come questo dobbiamo risalire a Nuovomondo di Emanuele Crialese. A parte questi due, negli ultimi 5 o 6 anni, nel cinema italiano
non riusciamo a vedere altro che corna e esami di maturità. Il cinema italiano sembra impazzito, ma arriva questo bel film, intenso, su un problema attuale di grande impatto emotivo e sociale come il lavoro. Come siamo riusciti ad arrivare ad un film così in un mercato imbottigliato sulle corna e sugli esami di maturità? E come si fa ad affrontare cinematograficamente, attraverso la storia di una coppia, il più importante e più grande dramma dell’Italia di oggi?
«Purtroppo in Italia oggigiorno è difficile che qualcuno finanzi un film che ha a che fare con il sociale. Fondamentalmente si teme sempre che il pubblico non vada a vederlo perché si pensa che non ci sia la voglia di rivedere al cinema i problemi che già si affrontano nella vita e che chi va al cinema abbia solo voglia di svagarsi, divertirsi, evadere… I soliti discorsi, insomma. Spero che questo film abbia un successo tale da poter aiutare anche un altro tipo di cinema a venire fuori perché se si continua a pensare che se si affronta un problema la gente non viene al cinema, non si affronteranno mai i problemi».


Clicca e guarda l’intervista a SILVIO SOLDINI




Dunque il mercato non è così intasato sulle corna e sugli esami di maturità: è stato possibile fare un cinema diverso… Ma è stato difficile, produttivamente e artisticamente?
«È stato difficile, sia produttivamente che creativamente. Creativamente perché non è facile scrivere una storia così attuale e in presa diretta sulla realtà. Produttivamente perché non è facile convincere chi deve finanziarla a tirare fuori i soldi per produrla. Per fortuna ho avuto al mio fianco un produttore come Lionello Cerri che credeva molto nella nostra storia e in quello che volevamo raccontare, in un film sociale. E poi credo che la carta vincente sia stata il fatto di raccontare una storia del genere non dalla parte di un solo personaggio ma a due voci, perché si parla di un rapporto d’amore, di una relazione tra due persone che vivono insieme da anni e che insieme cercano di combattere questo momento che mai si potevano aspettare gli sarebbe caduto addosso».

Poi abbiamo due sicurezze: da una parte una Margherita Buy che continua ad essere l’attrice italiana più significativa di un certo cinema d’autore, impegnato o comunque non frivolo, e un trattore vero, un artista che asfalta qualsiasi ostacolo possa trovare sulla sua strada, che è quel vulcano di Antonio Albanese.
«Ho scelto questi due attori anche perché non erano mai stati messi insieme. Non volevo proporre una coppia già vista ma crearne una diversa fatta di due attori che stimavo e con cui mi sarebbe piaciuto lavorare. E devo dire che sono stati di una disponibilità e di una generosità totale. E anche di una fiducia totale nei miei confronti. Nel cinema il rapporto tra attori e regista o si basa sulla fiducia oppure è un problema grosso: perché il regista in qualche modo è il primo spettatore di quello che fanno gli attori».
Alteredo intervista Silvio Soldini
Lo sguardo dell’autore sulla realtà fotografata da “Giorni e Nuvole”, è uno sguardo fondamentalmente pessimistico
«Io non lo sento così. Credo che si arrivi ad un finale che non ha niente di pessimistico ma che, anzi, semmai ha qualcosa di positivo. Non dice cosa succederà riguardo al problema che la coppia sta vivendo – sono tutti problemi materiali collegati alla loro vita – però credo che mostri una capacità dei protagonisti di capire qual è il centro della loro vita e qual è la cosa più importante per loro. Sul discorso degli attori, è vero che il film si regge tantissimo su Antonio Albanese e Margherita Buy, però c’è tutto un contorno fantastico di attori che fanno piccole e medie parti. E questo è importante perché secondo me troppo spesso gli attori secondari vengono considerati troppo secondari, e invece non lo sono».

L’Italia fotografata attraverso questa Genova così grigia, dove i problemi si affollano gli uni sopra agli altri, che Italia è? È un’Italia che soffre, che ha bisogno di una maggiore visione del futuro?
«Entrambe: un’Italia che soffre e che ha bisogno di un modo diverso di pensare al futuro, che ha bisogno di segnali di un certo tipo da parte della politica e che qualcosa si muova. Perché così non si può andare avanti».
Commenti (4)Add Comment
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scritto da Triniy, novembre 16, 2007
Beh dai oltre a Nuovomondo di Crialese io ci metterei anche Le conseguenze dell'Amore di Sorrentino, no??
Cmq qst spero di riuscire ancora a vederlo in sala, ma ne dubito :-(
Ciao!
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scritto da alter edo, novembre 16, 2007
Sacrosanto! E anche tutti gli altri, di Sorrentino
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scritto da Gianni., novembre 16, 2007
Soldini mi piace molto, Pane e tulipani è uno dei migliori film degli ultimi 10 anni, ( o 8 anni, è un film del 1999 mi sembra ??).
Nuovomondo non mi ha tanto entusiasmato, l'ho trovato pure un pò noioso come film....uno stile narrativo eccessivamente imperniato attorno ad un tentativo di fare un film diverso, ho percepito una specie di forzatura nel voler dare alle scene dei tempi e degli elementi onirici che forse sono stati miscelati male.
E' difficile spiegarlo, forse è solo una questione di gusti, senza cadere nel qualunquismo.
www.solitoignoto.com
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scritto da Tiziana, novembre 23, 2007
Ieri ho visto I Vicerè di Roberto Faenza. Pare che il regista sia stato accusato di esser furbo per aver riportato frasi antipolitiche che De Roberto ha scritto nel 1894. A me che ho amato il romanzo il film sembra fedele. Il regista è stato ambizioso, la ricostruzione (costumi, interni…) belli, Buzzanca è bravo, Preziosi e Capotondi sono carucci e c’è una porticina per Lucia Bosè. Per essere un film italiano a me è sembrato possibile. Lo vedrei bene in un paio di puntate in televisione.
Tra gli italiani mi è anche piaciuto (sempre senza entusiasmi però), Mio fratello è figlio unico e L’aria salata. Il film di Argento mi ha fatto tanto ridere, e l’Abbuffata non mi ha annoiato

Ti consiglio Bil’in my love che puoi vedere su www.tichofilm.com .
Bil’in è un villaggio palestinese diviso dalla barriera antiterrorismo. Il regista, Shai Pollack (non so se parente), è in questo momento un soldato di sinistra pacifista contro il muro.


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